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governo monti
il Governo Monti
 
S&P all'attacco dell'Europa PDF Stampa E-mail

Riportiamo una interessante riflessione di Beatrice Rangoni Machiavelli (Patron dell'Internazionale Liberale e Presidente d'Onore del Comitato Economico e Sociale d'Europa) la quale, insieme al prof. Francesco Velo ( economista presso l'Università di Pavia) offre spiegazioni credibili e coerenti sugli attacchi di Standard & Poors all'Europa alla quale Obama è molto vicino sia come partner politico che commerciale.

 

Non è dietrologia...

Negli anni '30 i signori Prescott-Sheldon Bush e McGraw diedero vita alla Società di Investimenti Jupiter Island, in Florida. Qualche anno più tardi, mr. Harold McGraw avrebbe preso posto nel board della Barbara Bush Foundation for Family Literacy. Harold McGraw III, nel 2001, avrebbe fatto parte del Transition Advisory Team del Presidente George W. Bush.

I giornali americani da più di un decennio si occupano dei legami, non sempre trasparenti, che legano due delle famiglie più influenti della politica ed economia repubblicana americana.

Forse non tutti sanno che il gruppo McGraw-Hill è il proprietario di Standard&Poor's.

Standard&Poor's ha declassato nell'agosto del 2011 il debito pubblico americano, indebolendo l'attuale presidenza, e ha allargato il campo di battaglia all'Europa alla quale Obama è molto vicino sia come partner politico che commerciale.
Non possiamo pertanto meravigliarci se gli strali dell'agenzia di rating, sotto forma di giudizi e spread, colpiscono l'Europa e la sua moneta.

Stupisce che fino ad ora solo l'Austria abbia denunciato S&P per i suoi comunicati allarmistici e non giustificati. E' vero che le economie occidentali soffrono a causa della crisi economica mondiale e della impreparazione di una classe dirigente internazionale incapace di valutare e reagire agli effetti della globalizzazione, ponendo rimedio alle sue ricadute negative. Come pure è ovvio che i debiti sovrani dei paesi europei costituiscono una zavorra pesante per l'economia reale e che, in questo quadro, l'Italia è indubbiamente nella peggiore situazione e quindi particolarmente vulnerabile.

Eppure l'Europa,  con i suoi 500 milioni di cittadini, rappresenta tuttora l'area economia e sociale più avanzata  che non piace ai populisti, che molto spesso sono anche nazionalisti. Ma il progetto europeo è l'unica alternativa positiva per garantire un futuro al nostro continente, a cui tanti guardano come esempio di democrazia nella libertà.

Alla attuale situazione italiana siamo arrivati perché nulla è stato fatto negli ultimi 20 anni per combattere gli sprechi e riqualificare la spesa pubblica.
Per questo le iniziative del Governo Monti, per quanto dure e contestate, sono indispensabili.

Ci auguriamo comunque, nel quadro di questa consapevolezza, che i partiti, le forze economiche e sociali, i rappresentanti di tutte le categorie interessate e gli organismi che compongono la società civile vogliano trovare un accordo, premessa essenziale per uscire dal baratro in cui rischiamo di mettere anche l'altro piede.
                                                                                                               Beatrice Rangoni Machiavelli
                                                                                                                             Francesco Velo
 
Qui in Italia tutti danno lezioni di politica: ma siamo proprio sicuri che il dopo Berlusconi si presenti meno pirotecnico e spettacolare? PDF Stampa E-mail

Scusate il ritardo......

Credo di dovere delle spiegazioni per il mio lungo silenzio.

In linea teorica, la lobby alla quale appartengo (quella degli Avvocati) avrebbe dovuto garantirmi ogni disponibilità a partecipare a serrati dibattiti politici ed ad investire tutto il capitale occorrente per rigenerare il Sito anche dopo il quarto attacco degli hacker che - davvero - non capisco cosa possano da noi temere....

In verità, come mi riprometto di spiegare in un prossimo scritto, la quotidianità per un avvocato che lavora in trincea è ormai un inferno, mentre sono spregevoli menzogne le eccezioni riportate dai media come normalità, lasciando immaginare alle moltitudini che ogni avvocato goda dei trattanmenti riservati - in penale ed a puro titolo esemplificativo - agli avvocati Ghedini, Coppi, Pecorella, ed in civile ai pochi Studi Legali del centro - nord, adusi a gestire quotidianamente transazioni per centinaia di migliaia di euro.

Per un Avvocato che lavora in trincea, il tempo che intercorre fra l'infruttuosa esecuzione di Tizio ( già oberato dai debiti), e della società Alfa ( concepita per dichiarare fallimento...) lo si è ormai costretti a dividerlo fra le frustranti spiegazioni degli insuccessi agli increduli assistiti, e l'approfondito esame delle corbellerie che vengono propagandate come interventi salvifici per velocizzare i processi.

Sarà bene sappiate, finalmente, che detti provvedimenti - compresa la novità sulla mediazione obbligatoria - servono solo a trascinare nel ridicolo quanti supponevano - quali operatori del diritto - di doversi occupare di cose serie.

Essi si risolvono puntualmente nell'aumento dei costi per l'attivazione di una causa, nel dimezzamento dei termini perentori a noi concessi per gli scritti difensivi ( i tempi a disposizione dei Magistrati rimangono viceversa sempre ordinatori e quindi discrezionali...), ed in uno sterminato numero di trappole che agitano il poco tempo che rimane per il sonno.

Ma visto che il destino cinico e baro ci obbliga a lavori usuranti, la mia prima doglianza dopo mesi di silenzio su fatti di rilevanza eccezionale per la politica del Paese, e sopratutto dopo le dimissioni del leader massimo dell'imbonimento politico, sarà indirizzata ai nuovi profeti della sana gestione della Cosa Pubblica.

Mi riferisco ai giornalisti, agli scrittori, ai registi, agli attori, ai cantanti di successo ed ai campioni nelle varie discipline sportive che guadagnano davvero tanto mantenendo tempo libero a sufficienza, e cui i media, nessuno escluso, offrono il microfono affinchè i più siano educati - una volta per tutte - a comprendere chi sbaglia e chi viceversa ha ragione, anche nelle più delicate fra le questioni della politica.

Nell'arduo compito di contestatore delle banalità che promanano da quanti hanno ottenuto il riconoscimento di " maestro del pensiero politico" grazie ad un buon lavoro d'arte, o grazie ad una buona preparazione atletica, ho trovato un alleato davvero illustre.

Eccovi quindi la trascrizione di una meravigliosa lettera scritta da Luigi Einaudi a Giulio Andreotti il 3 maggio del 1959 e tratta dal libro " visti da vicino - il meglio delle tre serie - pubblicato dalla Rizzoli nell'ormai lontano 1986. 

Buona lettura, a presto, Pasquale Dante. 

 

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