Europa Maastricht, riflessioni contro corrente

Mi sostiene in questa affermazione il pensiero dello insigne economista John Kenneth Galbraith, espresso nell'intervista che nel 1964 rendeva ad André Maurois e che lo stesso riportava nel suo " USA - URSS, STORIE PARALLELE DAL 1917 AI NOSTRI GIORNI" . Dalla lettura dell'intervista e dagli insegnamenti economici di cui la stessa è piena, ben si comprende come l'attuale "non politica economica", non riflettendo il principio sociale del benessere dei cittadini, ed essendo invece l'espressione contabile dei banchieri e della finanza italiana ed internazionale, porterà l'Italia e l'Europa ad una recessione economica i cui costi potranno incidere violentemente sulla pace sociale.
Voglio di seguito riportare la citata intervista a Galbraith :
MAUROIS: " Ho letto il vostro libro "Affluent Society" (Economia della abbondanza), che ho molto ammirato, prima di tutto perché rivolto contro una saggezza convenzionale che ritengo, come voi, pericolosa. E' vero che una società preferisce quasi sempre, alle vere idee, le idee che le sono familiari. Gli uomini si compiacciono di sentire quello che sempre hanno creduto. E' altrettanto vero che, per una assemblea di azionisti, ascoltare l'elogio della libera iniziativa e condannare l'ingerenza di Washington è un rito religioso; ed il diritto di fare questi sermoni da dopopranzo appartiene nel vostro paese, ai rettori di università e ai grandi uomini di affari. Voi dite tutto questo molto bene inserendo nel discorso epigrammi di alto valore letterario.
GALBRAITH. "Venendomi da Voi, Sir, questo à un prezioso elogio. In verità l'epigramma che mi ha fruttato più complimenti(e ne arrossisco ogni volta), è una definizione dell'amministrazione Eisenhower : "il tempo in cui i soavi incontravano i soavi". Ora questa definizione non è mia, ma del mio amico Arthur Schlesinger.
MAUROIS. "Ma ci sono i vostri, e sono molto belli, come questi: " Negli Stati Uniti c'è più gente che muore  per eccesso di alimentazione che per denutrizione"..."La saggezza convenzionale ha un tale orrore delle iniziative statali, che considera le automobili più importanti delle strade"... " il concetto di Vested Interest (interessi privilegiati ) è elastico; è un privilegio ingiusto di cui gode una minoranza, quando di quella minoranza non fa parte l'oratore. Ma se l'oratore ne gode anche lui, allora l'interesse privilegiato è una giusta ricompensa..." .Tutto questo è detto in uno stile brillante. Ma io devo rivolgerVi qualche domanda. Se ho bèn capito, voi dite che nell'economia dell'abbondanza il problema non è più quello di produrre tutto ciò che il consumatore richiede, ma indurre il consumatore ad assorbire tutta la produzione. Non c'è bisogno di pubblicità per suscitare desiderio di cibi in popolazioni affamate. Nei nostri paesi occidentali, invece, se si vuole continuare a produrre, diventa necessario stimolare un vero desiderio di automobili più eleganti, di biancheria più erotica, di film più lussuosi, insomma, l'intera gamma dei bisogni sensuali ed artificiali... Ritenete veramente che noi produciamo beni di consumo in misura sufficiente, e persino eccessiva? Io ho l' impressione che ci sia ancora molta gente che manca di tutto.
GALBRAITH. Non ho mai detto che produciamo troppo; e non ho neanche detto mai che produciamo abbastanza. E' un modo di vedere attribuitomi da un inatteso apostolo del "vangelo secondo Galbraith ", quello strano saggio dell'Arizona che è il senatore Goldwater. In realtà io ho detto che con l'evidente aumento della ricchezza e del benessere, la urgenza marginale della produzione diminuisce. Mi sembra evidente. La saggezza convenzionale sembra credere che il consumatore possa accumulare tesori, come un museo. Se il consumatore non prova nuovi bisogni, lo si stimolerà. Ma se il produttore è ridotto a creare la richiesta, il gatto insegue la propria coda, in un gioco che non finisce più... ..Il vero problema è il seguente: nonostante la nostra economia della abbondanza, noi ci lasciamo dietro, nella corsa, un certo numero di persone che per la loro povertà non partecipano a questa abbondanza e non hanno un livello decente di vita. Per correggere lo squilibrio fra ricchezza privata e povertà pubblica (mancanza di scuole, di strade, di ospedali), occorre certamente aumentare ancora la produzione, ma soprattutto ripartire i prodotti in modo più intelligente.
MAUROIS. Per esempio, voi dite che non solo bisogna aiutare i disoccupati, ma che più disoccupati ci sono, più l'indennità di disoccupazione deve aumentare.
GALBRAITH. Si. Ed è facile da capire. Da una parte, se c'è disoccupazione, c'è crisi di consumo: per porre fine alla crisi, bisogna aiutare i consumatori. Dall'altra parte, più sono i disoccupati, meno riesce loro possibile trovare lavoro, quindi più hanno diritto ad un aiuto. Il mio ragionamento era perfettamente sano, ma, a più di due anni dalla publicazione del mio libro, non esiste ancora che un solo supporter (difensore, seguace); e sono io stesso.
MAUROIS. Ne conosco almeno altri due: io, e un UNION LEADER con cui mi sono incontrato ieri: Mr. Potofsky, che la pensa come voi.
GALBRAITH. Così ho un UNION LEADER dalla mia parte ...Bene !... Quanto a voi, ero certo che i miei argomenti rispondevano alla logica semplice e diretta che fa parte del mito francese ...Vedete, in una società povera, era naturale che l'ozio fosse ritenuto una colpa e punito con la soppressione di ogni entrata. In una società in cui l'urgenza della produzione è meno grande, si deve distinguere fra chi non vuole e chi non può lavorare. Se in questo paese che conta 200 milioni di abitanti ci sono poche centinaia di migliaia di disoccupati, allora chi vuole veramente un posto lo trova. Perché incoraggiarlo all'ozio? Naturalmente bisogna dargli di che vivere, per lui e per la sua famiglia, ma non di più ...Se invece nel paese ci sono milioni di disoccupati, diventa impossibile trovare lavoro. L'ozio non è più volontario e perciò non deve essere punito. Il reddito del disoccupato deve essere quasi uguale a quello che avrebbe se lavorasse. E quella che io chiamo CYCLICAL GRADUATED COMPENSATION (indennità ciclica graduale).
MAUROIS. Mi sembra molto chiaro: minore è la richiesta, più è necessaria suscitarla.
GALBRAITH. La rivoluzione rooseveltiana ha dimostrato precisamente che lo stato capitalista può, sostenendo la domanda con investimenti e sovvenzioni, limitare la crisi. E' interessante che l'estrema destra capitalista e l'estrema sinistra comunista comincino a capirlo. Quando nella primavera scorsa, mi trovavo nell'U.R.S.S. gli economisti russi mi dicevano: ..Si, è un fatto che in America lo stato può intervenire per mantenere stabile ( press'a poco) la domanda ". Non so se nell'U.R.S.S. questa sia la dottrina ufficiale; in ogni caso è quella degli scienziati.
MAUROIS. Come fa un'economia non socialista a mantenere stabile la domanda?
GALBRAITH. Ci sono due meccanismi, uno automatico, l'altro predisposto. Noi abbiamo imparato ad integrare nel nostro sistema economico alcuni procedimenti che aumentano le entrate della gente precisamente perché quelle entrate diminuivano. L'indennità di disoccupazione è un esempio, ma anche il sostegno dei prezzi agricoli, ed anche l'imposta progressiva sul reddito. Fra parentesi, gli dei avranno sorriso un pò divertiti osservando che le tre misure che più hanno contribuito a salvare il capitalismo: previdenza sociale, aiuto massiccio agli agricoltori e imposta progressiva sull'entrata, sono precisamente quelle che più hanno urtato i teorici del capitalismo.
MAUROIS. Questo, per quanto concerne il meccanismo automatico. E l'azione deliberata, cosciente?
GALBRAITH. A questo punto interviene la dottrina di Keynes. Quando il potere d'acquisto degli individui è insufficiente, è il momento per lo Stato di spendere, di affrettare grandi lavori,di lanciare un programma di costruzioni e anche di diminuire le imposte per permettere ai cittadini di spendere di più. Detto questo, bisogna riconoscere che i rimedi automatici hanno dato risultati maggiori di quelli predisposti. E proprio per questo che tento di rendere automatico il funzionamento della indennità di disoccupazione.
MAUROIS. Ritenete che l'automaticità basti a prevenire le recessioni?
GALBRAITH. Sapete bene che gli dei spiano da dietro le quinte. pronti a fulminare l'economista il quale predicesse che non ci saranno più crisi. Se mi attribuiste una simile predizione e la pubblicaste su ..LIFE .., basterebbe a scatenare una crisi. Ma vi dirò in segreto che credo efficace il meccanismo: soltanto, bisogna perfezionarlo. Noi parliamo come se le crisi e le recessioni fossero sempre nazionali. Spesso, invece, sono locali. La prosperità generale può coesistere con la povertà di certe regioni: West Virginia, Easterb Kentocky, ecc. Esistono " sacche" di disoccupazione e di sofferenza. La visione tradizionale del problema consiste nel dire: gli abitanti di tali sacche emigreranno ed andranno in regioni dove troveranno lavoro. Ma non è vero. Essi sono attaccati alla loro casa, alla loro chiesa, alla loro scuola: vogliono vivere dove sono nati.
MAUROIS. Esiste lo stesso problema in Francia. Il governo sovvenziona le industrie che accettano di stabilirsi nelle regioni sottosviluppate GALBRAITH. Al Congresso sono sottoposte leggi per aiutare tali comunità, per impiantarvi industrie e sviluppare le loro risorse. Il presidente Kennedy conosce bene il West Virginia, vi ha condotto un'aspra battaglia elettorale, e tiene molto a questi provvedimenti.
MAUROIS. Credo che egli sostenga anche un progetto che mira ad elevare il salario minimo.
GALBRAITH. E' un progetto ottimo in se e per se, ma in quelle regioni i salari non sono troppo bassi: non esistono. La gente non trova lavoro. Le cause sono svariatissime. Alcune industrie si spostano. Qui, nella Nuova Inghilterra, siamo stati danneggiati dal fatto che l'industria tessile si è spostata nel Sud dove la mano d'opera è meno cara e le fabbriche più moderne. Nel West Virginia sono stati danneggiati dalla concorrenza che il petrolio ha fatto alle miniere di carbone. Nell'Ohio, le acciaierie hanno ridotto la produzione al 40 per cento. Perché ? Perché altre materie hanno sostituito l'acciaio: nell'edilizia il cemento; per altri usi, metalli non ferrosi e sopratutto alluminio. Le automobili enormi di questi ultimi hanno improvvisamente corso il rischio di subire la sorte dei Dinosauri. Le automobili piccole sono sopravvissute, ma richiedono meno acciaio. In tempi recentissimi la guerra era acciaio contro acciaio; ora non è più così. Nella guerra moderna l'acciaio ha una ben piccola parte. Credo che in futuro occorrerà meno acciaio pro capite. E' finito il tempo in cui il potenziale industriale di una nazione poteva essere calcolato in base alla sua produzione di acciaio. Quando l'U.R.S.S. ci raggiungerà in questo campo, probabilmente la cosa non avrà più importanza.
MAUROIS. Evidentemente avvengono rivoluzioni industriali .L'automobile. la radio, la televisione, gli elettrodomestici hanno sostituito industrie che una volta erano prospere. E' possibile prevedere quale sarà la prossima rivoluzione industriale?
GALBRAITH. Mi piacerebbe credere che non sarà materiale, voglio dire che non si limiterà a lanciare qualche nuovo giocattolo. Spero che la prossima rivoluzione si occupi della vita intellettuale, culturale e artistica della società. La rivoluzione precedente ci ha dato l'automobile; la prossima dovrebbe darci scuole, università, libri, ospedali, laboratori. Occorrerà stabilire un più giusto equilibrio Tra industria privata e servizi pubblici. Notate che l'economia generale del paese ne trarrà vantaggio. Professori e ricercatori, più numerosi e meglio pagati, saranno dei consumatori. La costruzione di ospedali, di materiale sanitario e di apparecchi scientifici,alimenterà l'industria
MAUROIS. Non abbiamo parlato dell'automazione.
GALBRAITH. Non c'è molto da dire. Da tempo esiste un moto continuo verso i procedimenti e i controlli automatici. Si da un nome nuovo ad una cosa vecchia. L'ascensore primitivo era un meccanismo automatico. Poi abbiamo avuto l'ascensore che si fermava automaticamente ai vari piani. Poi l'ascensore si è sbarazzato del boy. Non so quale sarà la prossima tappa.
MAUROIS. Avevo pensato di scrivere la storia di un'isola in cui non ci sarebbe più che un solo lavoratore. Si chiamerebbe Holopoeta. Farebbe tutto premendo soltanto dei bottoni. Nutrirebbe, vestirebbe, trasporterebbe centomila persone automaticamente.
GALBRAITH. Non è una fantasia. Sono stato a Gstaad, in Svizzera. In quella comunità due sole persone lavoravano; l'Aga Khan e io. Gli altri appartenevano alla categoria degli oziosi. Oh ! c'era un compositore, ma non lavorava sodo. L'albergatore svizzero era il vostro Holopoeta.
MAUROIS. Con un po' d'aiuto.... Ritorno alla vostra idea di aumentare i servizi pubblici. lo stato ha le risorse necessarie?
GALBRAITH. Il governo federale ha grandi risorse, ma questi nuovi oneri ricadrebbero sopra tutto sugli stati e sulle amministrazioni cittadine. In questo caso sarebbe forse necessario ricorrere a qualche cosa come una " sales tax"(imposta sulle vendite).
MAUROIS. Ma questo tipo d'imposta non pesa gravemente sulle classi meno abbienti?
GALBRAITH. Riflettiamo. Ciò che un buon governo può fare con quel denaro, sarà molto più utile per i cittadini a scarso reddito di quanto essi stessi potrebbero fare. Nello stato in cui ci troviamo ora, il Massachusetts, le università private sono ottime, ma molto care. Le università pubbliche non bastano. Se avessimo ora una " sales tax " dell' 1 per cento, certamente provocherebbe l'aumento del prezzo del pane, della birra e del cinema per tutti, ma i poveri potrebbero mandare in buone scuole ed in buone università i loro figli, che avrebbero così la possibilità di raggiungere posizioni migliori. Naturalmente, sarebbe il caso di accertarsi che il provento della "sales tax" andasse realmente all'istruzione. Bisognerebbe migliorare il trattamento degli insegnanti. In Francia l'insegnante gode nei villaggi di un prestigio tradizionale. In America non sarà rispettato se non è pagato decentemente. Noi professori di Harvard, abbiamo un notevole prestigio. Perché? In parte perché l'Università è antica, in parte per il nostro caratteraccio, conseguenza del fatto che siamo soddisfatti di noi stessi, ma anche perché siamo ben pagati. Se l'insegnante è pagato meglio, aumenterà il numero di persone che si dedicheranno all'insegnamento.
MAUROIS. Posso passare ad una domanda del tutto diversa? Qualche volta si dice che la produzione è veramente assorbita solo dalle spese di guerra. Che cosa capiterebbe all'economia americana in caso di disarmo?
GALBRAITH. Sarebbe necessario prepararvisi, ma con un piano ben predisposto il disarmo non turberebbe l'economia. Esaminiamo qualche cifra. Noi spendiamo per la difesa da quarantacinque a cinquanta miliardi di dollari l'anno (dipende dalla parte della ricerca atomica assegnata alla difesa pura). In un mondo pacifico, occorrerebbe in ogni caso un esercito "di cerimonia" che è sempre esistito. E così un'aviazione militare. E una specie di marina. senza la quale una Nazione si sentirebbe nuda. Il Pentagono sarebbe in parte abbandonato, ma occorrerebbe lo stesso tenerlo in efficienza, togliere le ragnatele. spruzzare nelle stanze da bagno un insetticida contro le zanzare, e così via. No ? Questo esercito "di cerimonia", costerebbe almeno dieci miliardi di dollari. C'è una differenza di trentacinque miliardi. Non è una cosa terribile.
MAUROIS. A quanto ammonta il reddito americano?
GALBRAITH. Circa cinquecento miliardi di dollari... Ebbene, togliamo trentacinque miliardi di spese militari. Fra il 1945 e il 1947 il nostro bilancio militare è passato, in due anni, da ottanta a quindici miliardi. E allora i prezzi erano la metà meno alti, cosicché bisogna moltiplicare per due. Dunque Furono soppressi centotrenta miliardi di crediti. E questo è avvenuto senza provocare disoccupazione.
MAUROIS. Non avete avuto nel 1949 una seria recessione ?
GALBRAITH. Non è durata, ed è importante notare che era già finita prima della guerra di Corea. Quindi il rimedio non è stato la guerra. Si può dire, certamente, che durante la grande guerra, gli americani mancavano di automobili e di case, e che si era accumulata una considerevole richiesta. Si, ma questo equivale a dire che, se disarmassimo, dovremmo assicurarci che altre richieste prendessero il posto delle necessità militari. Abbiamo detto poco fa che la domanda non manca; scuole, strade, ospedali costruzioni. Naturalmente ci sarebbero regioni particolarmente colpite: quella di Los Angeles lavora molto per gli armamenti. Ma si avrebbero disponibili trentacinque miliardi di crediti. Si potrebbe creare un'immensa università per formare ingegneri e ricercatori; si potrebbe ricostruire una parte della città. Si dovrebbero largamente indennizzare quelli che perderebbero l'impiego, si dovrebbe essere generosi con gli ufficiali ed i generali. Ma se si facesse tutto questo, non credo che la cosa sarebbe difficile. Lo sarebbe solo se si affermasse, come fanno i benpensanti, che è pericoloso per lo stato di fare dei piani. I grandi architetti del disastro a questo mondo sono i cosiddetti uomini "di buon senso ", che premono sempre sugli uomini politici perchè non facciano niente, e si accorgono improvvisamente che la loro bilancia di pagamenti è in deficit da due anni.
MAUROIS. Se ho ben capito il vostro libro, mi sembra che voi riteniate la pubblicità un grave peso per l'economia. Voi dite: " Se il processo che soddisfa il desiderio si incarica anche di crearlo, l'individuo si trova esattamente nella posizione dello scoiattolo; si sforza di seguire il movimento della ruota che si muove solo per i suoi sforzi ".
GALBRAITH. A partire dal momento in cui l'urgenza marginale della produzione diminuisce (è il caso nostro), diventa importante impiegare tutti gli uomini con un massimo di efficienza. La pubblicità è uno spreco di forze; Ieri ho pranzato con un fabbricante di whisky. Quest'uomo spende somme enormi in pubblicità. E' uno spreco? Non più che il fabbricare whisky. Ne l'uno ne l'altra sono molto importanti. Perché si dovrebbe approvare l'ubriachezza e disapprovare la pubblicità? La verità è che, in una società d'abbondanza, ci sono molte cose che perdono importanza. Se ad un fabbricante di automobili fa piacere spendere milioni di dollari in inchieste per sapere se esiste un mercato per un'automobile simile ad una rana sofferente di un attacco acuto di asma, perché impedirglielo? Non è una cosa molto necessaria. Ma d'altra parte non è neanche molto necessario costruire un automobile simile ad una rana asmatica. La mia obiezione agli accessi della pubblicità sarebbe soprattutto estetica. A me non piace che le nostre campagne siano deturpate dai cartelloni dai violenti colori. Non mi piace che venga interrotto un lavoro di T.S.Eliot per mostrarmi un lassativo che mi attraversa l'intestino, per poi ritornare al lavoro di Eliot. In questo caso v'è una certa discordanza.
Come operare quindi?
Sempre dall'esame degli ultimi eventi economici abbiamo la certezza che la nostra lira è allo sbando ed alla mercè della speculazione nazionale ed estera e che, nonostante il sostegno degli altissimi tassi
d'interesse che dissestano i nostri bilanci, e la continua richiesta di sacrifici, spesso impostici, sempre purtroppo a danno delle classi
più deboli, non potrà evitare la sua costante svalutazione, anche perché il suo corso è legato al dollaro che Con la sua voluta debolezza, dimostra essere tale la politica degli U.S.A.
Ed è quindi sempre più evidente che le attuali direttive di politica economica del governo di centro sinistra, tendenti a pilotare sulle direttive di Maastricht la nostra economia, ci condurranno, con l'Europa intera ad una recessione dalle spirali della quale difficilmente potremo liberarci prima di un decennio.
Né, purtroppo, le direttive di politica economica dell'opposizione sono sostanzialmente diverse e migliori, se non addirittura peggiori, perché ispirate ad un maggior rigore della spesa pubblica.
E come non rilevare l'assurdità di una tale politica economica,che trascinerà nella recessione anche la Germania, che di tale politica è la vessillifera, dai segnali che il Direttore della Banca Federale Tedesca ha recentemente dato alla Stampa, illustrando la possibilità di una fase di recessione dell'economia tedesca.
Per il nostro Paese quindi, l'unica direttiva di politica economica che potrà migliorare le condizioni di vita dei cittadini, evitando l'incremento della disoccupazione, conseguente all'imminente recessione, deve essere diretta ad evitare la tesaurizzazione della nostra lira, la cui stagnazione, o in banca o nelle casse statali, viene premiata con un reddito quasi usuraio, restituendola alla sua naturale funzione di mezzo di scambio, anche se tali provvedimenti avranno, come corollario, la necessità di un coraggioso intervento per migliorare i minimi salariali dei lavoratori e dei dipendenti anche pubblici.
Ed anche il costo di tali provvedimenti verrà assorbito, perché agirà da volano alla ripresa economica, con un forte incremento dei consumi.
Ben s'intende, da simili provvedimenti, dovranno essere esclusi i dipendenti degli enti parassitari, ai quali bisogna bloccare le assunzioni.
Ad ulteriore sostegno alle mie tesi, mi permetto di ricordare che sarà presto votata al Senato degli U.S.A., la legge che aumenterà, di fatto, i minimi salariali del 20%, e ciò senza ricorrere a scioperi. Tale provvedimento, pur gravando sulle imprese, immetterà sul mercato americano quell'iniezione benefica di liquidità che, con il conseguente aumento dei consumi, sarà notevolmente tonizzante per l'economia U.S.A. tendente sempre a migliorare il tenore di vita dei cittadini che vogliano e sappiano guadagnarselo, più che a salvaguardare il valore della moneta, che, per le Autorità americane è, come deve essere, un mezzo di scambio.
Concludendo, l'analisi evidenzia che la politica economica dei paesi europei, all'insegna di Maastricth non solo non riesce a dare la ripresa economica, ma nemmeno l'obiettivo etico principe di ogni politica economica, cioè il benessere ed il miglioramento del tenore di vita dei cittadini, ed ha già creato il baratro della stagnazione dei consumi e dell'imminente, col prossimo autunno, recessione.
E quindi assolutamente urgente un cambiamento di rotta che indirizzi la politica economica alla creazione delle condizioni che possano sviluppare l'aumento dei consumi, che si potrà realizzare soltanto con l'aumento della possibilità di spesa dei consumatori, possibile solo con la maggiore disponibilità di denaro da spendere, che solo può ottenersi con l'aumento del contenuto delle buste paga.                                                                              

                                                                                                           Armando Alesi